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CARBONE SU ROMA

 


6 gennaio, giorno dell’Epifania.

 

Chiudete gli occhi ed immaginate di tornar bambini. Ricordate quando anche voi credevate alla befana? Quella figura misteriosa avente le sembianze di una vecchietta malandata col naso pronunciato che, a bordo di una scopa volante, portava in giro per le case delle calze ricolme di carbone e dolci?

Ebbene, ora riaprite gli occhi e tentate di immedesimarvi in un bambino che vive l’Epifania del 2021.

La befana che vien di notte con le mascherine tutte rotte, vestita alla romana che al posto di blocco si autodichiara.

La befana ai tempi del coronavirus è la giornata che conclude il ciclo di feste natalizie più solitario e silenzioso dal dopoguerra.

Abbiamo celebrato il V-day il 27 dicembre scorso, convinti che finalmente, torneremo gradualmente a riappropriarci delle nostre abitudini.

Eppure questo 2021 inizia con ulteriori restrizioni, lo spettro della imminente terza ondata, il prolungamento delle misure liberticide, il caos normativo ed improvvisato.

Improvvisamente, la fioca luce che si vedeva in fondo al tunnel si è spenta tutta d’un tratto. Probabilmente, si trattava di un fuoco fatuo.

 Ad oggi non si sa ancora quando gli studenti torneranno in classe, quando riapriranno gli esercizi commerciali. L’unica certezza è il disordine.

Verrà prorogato lo stato d’emergenza e andremo avanti con dpcm vari e sparpagliati che saranno emanati in maniera convulsa e non organica.

Nel frattempo la dialettica politica si divide fra guerre intestine sugli stessi fronti. 

Nella maggioranza, il fronte di guerra è stato spostato sul versante del recovery plan. Su tale tema, l’ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi, minaccia la crisi di governo quotidianamente accusando l’esecutivo (di cui fa parte) di brancolare nel buio e non avere alcuna visione. Il M5S tenta di far quadrato intorno a Giuseppe Conte anche se non riesce a far trasparire compattezza. Il PD fa lo spettatore.

Nell’opposizione d’altro lato, il fronte è su quale strategia adottare di fronte ad un governo in enorme difficoltà. Berlusconi, benché non lo dichiari esplicitamente, ha mostrato la possibilità di concedere un sostegno, seppur esterno, all’esecutivo con la linea dell'opposizione responsabile. Giorgia Meloni rifiuta qualunque aiuto all’esecutivo ed indica il voto come unica via d’uscita. Salvini è tirato per la camicia, o meglio per la felpa, da entrambi gli alleati, anche se parrebbe sposare la linea proposta da Forza Italia.

In mezzo a tali nefandezze, il popolo italiano resta quieto ed abituato.

Con il covid non si scherza e nessuno era preparato ad affrontare una simile pandemia. Ma dopo quasi un anno avremmo dovuto saperci organizzare, sia a livello nazionale, sia a livello regionale e locale, ma soprattutto ed in primis, a livello europeo.

Nella tradizione cristiana, oggi i Re Magi giungevano dal neonato Gesù Bambino per consegnargli oro, incenso e mirra.

Ai cittadini vengono consegnate solo ulteriori preoccupazioni e crisi sociali ed economiche. Ma d’altronde la classe politica è lo specchio della società che la elegge.

Si prospettano tempi duri, con l'auspicio che l'apparente quiete di cui abbiamo accennato sopra, non sia preludio di una tempesta.

Tirando le somme, credo che la befana, anche quest’anno, abbia consegnato montagne di carbone a Roma.

Andrea Manca

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