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V-DAY. L'ITALIA NEL SEGNO DELLA V

27 dicembre 2020, il V-day. 
Che bella giornata, forse ci ritroviamo dinanzi ad una svolta, forse si intravede la luce in fondo al tunnel. Forse, siamo vicini a
riappropriarci delle nostre vecchie abitudini. Oggi è il V-day. 
Finalmente sono iniziate le vaccinazioni contro il nuovo coronavirus che ha flagellato il mondo.

Ma oggi ho avuto come un déjà vu. 
La locuzione V-day, che fa molto english, non è nuova. 
Mi torna alla mente un ormai lontano 8 settembre 2007, quando da giovincello e speranzoso studente della seconda liceo, iniziavo a sentir parlare
di politica, di corruzione, di Berlusconi. 
C’era un comico, tale Beppe Grillo, che lo si vedeva in tv per essere stato promotore di una travolgente iniziativa, finalizzata a portare in Parlamento una legge popolare che stabilisse dei criteri di candidabilità, in modo tale da avere, in futuro, dei rappresentanti “puliti”. 
Certo, quel V-day era l'acronimo di vaffanculo day e non per Vaccine day, ma ricordo ancora quegli anni in cui si scrutava l’alba di una nuova era
politica. Una tormenta di aria fresca che eliminasse vecchi sistemi clientelari e desse spazio a volti nuovi disinteressati, pronti a mettersi al servizio del Bel Paese. 
In fondo, anche quel giorno fu come una svolta in Italia. Di lì a poco nacque un nuovo movimento politico che dopo dieci anni ha raggiunto la
maggioranza dei voti alle elezioni e che ora si trova al Governo. 

Parlo del Movimento 5 Stelle. Ricordate quante battaglie sono state pubblicizzate e portate avanti dal Movimento capitanato da Grillo? Onestà, trasparenza, anticorruzione, green economy, democrazia partecipativa, perequazione del reddito, informatizzazione. Temi decisamente condivisibili e di alto profilo, senza dubbio. 
Ma non solo. 
Il Movimento è stato protagonista di altre vicende che hanno occupato pagine e pagine sui giornali, intere trasmissioni televisive, accesi dibattiti politici, talk show e chi più ne ha più ne metta. Mi riferisco alle annose questioni note con gli slogan no tav, no tap e, soprattutto, no vax.

Voglio soffermarmi proprio sull’ultimo, il no vax. 
In più occasioni diversi esponenti del Movimento sono stati additati di essere contrari ai vaccini. Il New York Times accusò Grillo in persona di essere promotore di campagne anti vaccinazione. Accuse che Beppe Grillo rimandò al mittente. Basta una semplice ricerca su Google per leggere una miriade di articoli di giornale, delle più autorevoli testate giornalistiche, quali la Repubblica, il Giornale, Libero, che riportano le varie proposte no vax che il Movimento ha avanzato negli anni.
D'altra parte, ai tempi, erano in voga le teorie complottiste e le diffidenze contro le case farmaceutiche. Ricordate la discussione sulla possibile correlazione tra vaccini e autismo? 

Poi però è arrivato 2020. 
Si diffonde il nuovo coronavirus. 
E il Movimento 5 Stelle è al Governo. 

Il mondo intero, con particolare riferimento al mondo occidentale, sprofonda in una crisi sanitaria, economica e sociale che rievocano i tempi della guerra. Limitazioni delle libertà personali e lavorative, coprifuoco, chiusura delle attività, blocco dei trasporti, chiusura delle frontiere, assalto ai supermercati. 
Tutto per evitare il definitivo collasso di un Sistema Sanitario Nazionale che potrebbe non reggere l'urto e che proviene da vent’anni di tagli. La tenuta sociale ed economica dell’Italia è a fortissimo rischio. Se non si tengono sotto controllo contagi e ricoveri negli ospedali, non si potranno garantire più le cure ai cittadini. E se non si possono garantire le cure ai cittadini col servizio pubblico, l’assistenza sanitaria diventa, inevitabilmente, un lusso manipolo dei più ricchi. 
Una spaccatura sociale troppo forte a cui nessun sistema democratico saprebbe resistere. 

Quale strumento può spezzare la catena di contagio nel modo più rapido, atteso che ad oggi non esiste una cura definitiva contro il corona
virus? 
Niente meno che il vaccino. 

Un vecchio proverbio afferma che il peccato della lingua è il primo che si piange. 
Il Movimento 5 Stelle celebra il 27 dicembre 2020 come il V-day, il giorno del risveglio dell’Italia. L’ostracismo e la diffidenza nei confronti delle case farmaceutiche lasciano il passo a sorrisi e campagne di vaccinazione. 
In fondo, quale miglior partito poteva trovarsi a gestire una tale situazione, se non il partito con più contraddizioni della storia repubblicana? 

Oggi celebriamo il V-day, che è un po’ anche un nuovo Vaffa-day, da riferire al virus ed a questo 2020 terribile. 
Non sappiamo ancora se il vaccino è la soluzione definitiva, ma se non altro è stata profusa una nuova speranza nei cuori di molti italiani. L'Italia, ancora oggi, cerca una svolta nel segno della V. 

Andrea Manca

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